Il Municipio (prefettura) di San Paulo, su richiesta dell’Associazione Benefica San Vito Martire Polignano a mare, donò un grande suolo edificatorio con l’accordo che lì, a spese dei polignanesi di Sao Paulo, sarebbe nata una struttura per accogliere bambini poveri. La comunità decise dunque di ricambiare l’amore offerto dai brasiliani negli anni più duri della emigrazione con la costruzione di una enorme struttura capace di ospitare 130 bambini all’anno con tanto di assistenza medica, psicologica e ludica. Fino ad oggi sono transitati dalla “Creche de Sao Vito” (l’asilo di San Vito) circa 18mila bambini. L’associazione per raccogliere fondi necessari al mantenimento annuale dei bambini organizza una Festa di San Vito che va avanti per due mesi (14 notti) con una particolarità fondamentale: le anziane donne emigrate da Polignano a mare (o figli di polignanesi)cucinano ,senza compensi, per beneficenza, prodotti tipici polignanesi/pugliesi da vendere nella Festa di San Vito. Ed ecco che la festa si trasforma in una enorme sala da pranzo dove nei due mesi (solo il sabato e la domenica, da maggio a luglio) si cucinano e vendono “ficazze” (focaccia), “ficazzelle” (panzerotti), “guimmirelle” (involtini di fegato), “ricchitelle” (orecchiette al sugo), “piccigatelle” (taralli con o senza zucchero), e tanti altri prodotti tipici. Il successo è tale da veder transitare nella festa più di 80mila persone l’anno provenienti da ogni angolo del Brasile. Gli avventori sono di varie origini, indio, nordestini, eccetera, pochissimi, quasi assenti gli italiani. Da quando esiste la Festa di Sao Vito sono transitate milioni di persone. Molte le Tv che seguono l’evento (O Globe fa diverse dirette nei suoi telegiornali nazionali e satellitari), considerato il più importante appuntamento con la cucina “benefica” di Sao Paulo. I fondi raccolti con la vendita dei prodotti culinari pugliesi riescono a garantire la continuazione dell’attività dell’associazione benefica Sao Vito Martire e la crescita dei bimbi a loro affidati.
L’amore per questa opera, colorata dalla folcloristica devozione verso San Vito (l’associazione si è slegata dalla Istituzione Ecclesiastica diversi anni fa) manifestata da una processione “interna” e da canti al santo dedicati, subisce però una grande incertezza: le nuove generazioni si disinteressano della Tradizione mettendo a rischio la stessa esistenza della famosa Festa di San Vito.